Nascita di una pratica medica

La storia del trapianto comincia tremila anni fa, all’alba della civilizzazione, alcuni saggi, artisti e ciarlatani che affermarono l’esistenza di mostri favolosi costruiti dalla natura secondo le forme e le combinazioni più diverse (da organi o da esseri ben conosciuti).

Così nacquero, per il bisogno della mitologia o della religione, il dio Thot dalla testa di ibis sulle rive del Nilo, la chimera etrusca della città di Arezzo e gli idoli femminili delle grotte mesopotamiche. Nell’Iliade, Omero raccontava di Belleferonte, un intrepido ucciso e di mostri, a cui il tiranno della Licia ingiunse di uccidere Chimera, una creatura divina, un essere immortale con corpo e testa di leone, con una seconda testa di capra sporgente dalla schiena e con coda di serpente. Il termine “chimera” venne successivamente acquisito nelle lingue occidentali con due accezioni: la prima si riferiva ad una creatura come la Chimera fatta di parti di più individui o specie diverse; la seconda invece stava a significare un’idea fantasiosa e assurda, impossibile da realizzare (Nuland, 1992).

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Dalla tesi “Il trapianto degli organi in una prospettiva comparativa” di Vania Sessa.

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